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ZML, IL PIANO INDUSTRIALE PREVEDE 90 ESUBERI

DSC_0563 Maniago 29 gennaio 2021 – Dal Messaggero Veneto

Qualche giorno fa il responsabile della Fim di Pordenone Denis Dalla Libera mi ha informato del piano industriale (?) che era stato presentato in ZML. Circa 17 milioni di euro di investimenti che però produrranno oltre 90 esuberi di cui 70 solo nel reparto Ghisa per la soppressione del terzo turno causa dismissione di un vecchio impianto.

Mi ha fatto male sentire questa comunicazione e, non lo nascondo, i lavoratori della ZML non sono, per me, lavoratori come altri. No, sono miei colleghi di fabbrica e, salvo gli assunti di questi ultimi anni, posso dire di conoscerli praticamente tutti. Ho lavorato in quell’azienda per sei anni, prima al reparto “rame” e poi al reparto “alluminio” e sono ancora dipendente in aspettativa sindacale.

L’altra mattina ero con loro al freddo in azienda davanti alla palazzina delle Risorse Umane (sono ancora considerate tali?). Ero con Giovanni il collega con cui ho spesso lavorato fianco a fianco, ero con Riccardo il mio capoturno di quando “mi toccava” il turno di notte e Rudi amico e compagno di tante lotte sindacali, tanti iscritti alla FIM, tanti colleghi dei vari reparti che ho rivisto con grade piacere ma anche con preoccupazione per il futuro dell’azienda.

In quell’azienda sono stati firmati ottimi accordi sindacali, alcuni molto innovativi per quel tempo, c’erano delle trattative anche dure ma sempre votate a fare il meglio per l’Azienda e per i lavoratori come da tradizione nelle relazioni “zanussiane”.

Con l’arrivo del Gruppo Cividale le relazioni si sono fatte meno “partecipative” e le spigolosità dei rapporti sono evidenti da tempo (recentemente abbiamo dovuto ricorrere al tribunale per tutelare lavoratori e un nostro rappresentante)

Ho letto sul MV di ieri che il consigliere regionale Bidoli auspica che le parti trovino una soluzione che eviti il ricorso traumatico al licenziamento. Sono pienamente d’accordo con lui ed i licenziamenti sono la prima cosa da sgombrare dal tavolo. Poi Azienda e Sindacati affronteranno il tema degli esuberi e della loro gestione ma non sarebbe accettabile nessuna procedura di licenziamento. Come anche è giusto capire se gli investimenti andranno veramente nella direzione di far ritrovare alla ZML competitività e volumi che oggi mi sembrano vacillare.

Infine, sul tema delle crisi industriali ci si deve aspettare di più da questa Regione. Sviluppo Impresa in questo momento non è ancora in grado di generare condizioni positive. Ho fiducia nelle Organizzazioni Sindacali e nei lavoratori della ZML. Mi aspetto un segnale di discontinuità da parte della Direzione della ZML rispetto alle posizioni tenute finora. Me lo aspetto per i lavoratori e per una comunità che non può permettersi una crisi che impatti così pesantemente sull’occupazione.

 

 

primo maggio 2014 a Pordenone

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