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Scuola, dad, lavoro agile: l’opinione della CISL

IMG-20200615-WA0021Pordenone, 22 marzo 2021 –  Finalmente il 13 marzo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n.30, recante “Misure urgenti per fronteggiare la diffusione del COVID-19 e interventi di sostegno per lavoratori con figli minori in didattica a distanza o in quarantena”    tanto atteso nella parte in cui rifinanzia , con 290 milioni di euro,  i congedi per i genitori  che erano rimasti “sospesi”.  Non era pensabile – secondo Luciana Fabbro della Cisl di Pordenone – che le famiglie, in particolare le donne,   potessero  affrontare in solitudine il dilemma di avere figli minori a casa in dad, e riuscire contemporaneamente mantenere il proprio lavoro.  Le donne stanno pagando, a causa della pandemia, un prezzo altissimo in termini di calo dell’occupazione (48,5% nel 2020 contro il 50% del 2019), di abbandono del lavoro per doversi occupare dei figli ( 1 donna su 3 ha lasciato il lavoro dopo il primo lockkdown, e già prima della pandemia la cura di figli e genitori anziani pesava per il 67% sulle donne), e anche in termini di salute, dato che le donne sono maggiormente presenti nei settori più a rischio (sanità, servizi alla persona, commercio), tanto che il 74,2% delle denunce di infortunio da covid-19 pervenute all’INAIL del FVG nel 2020 riguarda le donne.

Ma vediamo le novità introdotte dal  nuovo decreto:

Vi è per primo la possibilità per i genitori di minori di 16 anni (alternativamente) di lavorare in modalità “lavoro agile” per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla sospensione delle attività didattiche in presenza , alla infezione da SARS Covid-19 del figlio , alla quarantena del figlio disposta dal dipartimento di prevenzione della ASL territorialmente competente.

Le nostre perplessità , come CISL, sull’utilizzo del lavoro agile sono note : si tratta indubbiamente di una grande opportunità, che va certamente impiegata in periodi come quello che stiamo vivendo ora,  ma deve essere regolamentata prevedendo ad esempio il diritto alla disconnessione. Non bisogna dimenticare che  molte donne si sono trovate a lavorare da casa senza soluzione di continuità tra l’occuparsi dei figli in dad e restare connesse all’ufficio,  condizione questa che ha causato un pesante aggravio di incombenze per l’intrecciarsi  dei carichi di lavoro e accudimento.

Il decreto stabilisce inoltre che i genitori di figli minori di 14 anni, alternativamente, e solo nel caso in cui siano impossibilitati al lavoro agile  possono chiedere l’astensione dal lavoro per un periodo corrispondente in tutto o in parte

  • alla sospensione delle attività didattiche in presenza
  • alla infezione da SARS Covid-19 del figlio
  • alla quarantena del figlio disposta dal dipartimento di prevenzione della ASL territorialmente competente.

Questi congedi sono indennizzati al 50% della retribuzione. Per i figli con età compresa tra i 14 e i 16 anni i permessi non sono retribuiti , è garantito il divieto di licenziamento e la conservazione del posto di lavoro.

 

Anche le donne del mondo della scuola attendevano con ansia il Decreto, aggiunge Antonella Piccolo Cisl Scuola Pordenone. Dal 15 marzo gli studenti di ogni ordine e grado sono a casa impegnati con la didattica a distanza e le insegnanti si devono dividere tra l’assistenza ai propri figli e l’attività da svolgere con i propri alunni.

Con un’aggravante: in alcuni casi lo smart working non è possibile in quanto le scuole devono poter accogliere in presenza alunni con disabilità e con difficoltà di apprendimento, per quanto possibile inseriti in piccoli gruppi di lavoro.

Come conciliare allora diritti di eguale importanza? Il diritto all’assistenza ai propri figli  e il diritto di inclusione degli studenti più fragili e bisognosi di attenzione? Una sfida che vede protagonisti Dirigenti Scolastici, docenti, dsga e personale ata, tutti al lavoro per trovare la miglior soluzione possibile affinchè la scuola continui ad essere la comunità educante di tutti e di ciascuno.

 

Con tutte le scuole di nuovo chiuse, concludono le sindacaliste, è importante per le donne e le  famiglie ricevere aiuti concreti. Ma è soprattutto  urgente investire  sul lavoro delle donne fortemente penalizzato dalla crisi pandemica  e già svantaggiato in partenza .

E’  necessario altresì  che la campagna vaccinale proceda speditamente anche nella nostra regione, in modo che tutti i cittadini ne siano coinvolti il più rapidamente possibile.

primo maggio 2014 a Pordenone

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