Home » Quale sanità per la provincia di Pordenone?

Quale sanità per la provincia di Pordenone?

pellizzonA

Vivere, studiare, essere sani, lavorare, spostarsi, costruirsi una famiglia, tutto quello che ha a che fare con queste parole (ma che cambiano e modificano quello che ormai definiamo in sintesi “stile di vita”), è in veloce riconsiderazione e cambiamento.

Il nostro territorio, ormai al settimo anno di una crisi, soffre più di altre aree gli effetti negativi economici e sociali di un declino che il sindacato, le istituzioni, le organizzazioni hanno il compito di affrontare e modificare.

Davanti a questa situazione tutto il welfare e la struttura sociale sono in forte riorganizzazione.

Dobbiamo cambiare per garantire efficienza e proporzione, in modo da assicurare i bisogni e le aspettative.

In questo, il servizio sanitario della Regione FVG, ha una sfida molto forte ed ha davanti una riorganizzazione che darà le fondamenta alla macchina della salute dei prossimi anni. Siamo obbligati alla riforma, perché il livello dei costi del settore (e quindi la sostenibilità del sistema e degli obbiettivi), e le esigenze di continuo ammodernamento di strutture e protocolli, impongono il cambiamento.

Il nostro territorio era quello che si era spinto più avanti nelle “precedenti” riforme sanitarie. 

Per questo oggi siamo più “in linea” con gli obbiettivi futuri. Ciò detto la riforma esige anche dai cittadini della provincia pordenonese modifiche e novità.

Spariscono nei piani alcune strutture, nascono nuovi aggregati, si spostano i pesi.

Questo è ricavabile dalle tre proposte di legge oggi alla base delle valutazioni.

È in questo clima che è necessario che una riforma così complessa non sia solo gestita dagli “addetti ai lavori”, ma venga discussa e valutata dalle comunità.

In una provincia complessa e varia, di colline, pianure e montagne, piccole frazioni e città, la pesatura di un servizio che deve essere dedicato ai cittadini e messo in opera dagli operatori sanitari non è cosa semplice.

In una Regione che ha uno dei livelli di qualità più alti in Italia, dal punto di vista della salute, discutere e decidere assieme, è oggi un elemento anche di democrazia necessaria.

Mentre si chiudono stagioni di concertazione e di partecipazione, è questa un’esigenza quanto mai necessaria per la società.

Per fare questo utilizziamo la “piazza virtuale” offerta da internet. Una piazza che tutti possono attraversare, leggendo, informandosi o lasciando un messaggio. 

La discussione, che continuerà man mano che la riforma progredisce, vede quindi la possibilità di “dire la propria”, partecipando al dibattito (seguendo le indicazioni che sono descritte in questa pagina).

Alla fine in data 18 ottobre 2014 faremo il punto e trarremo alcune indicazioni da questo esperimento di partecipazione … salutare!

Arturo Pellizzon – CISL Pordenone

TELESCA-ASSESSORE-FVG

DDLR N.59 PROPOSTA DELLA GIUNTA REGIONALE

(Sintesi a cura della CISL di Pordenone.  TESTO COMPLETO )

L’obiettivo della Giunta Regionale è di ottenere la massima integrazione tra ospedale e territorio, ponendo al centro del sistema il cittadino/utente e la sostenibilità economica.

Come :

3 AZIENDE SANITARIE: Bassa Friulana–Isontina; Alto Friuli-Collinare; Friuli Occidentale;
2 AZIENDE OSPEDALIERO-UNIVERSITARIE: Udine e Trieste;
1 ENTE per la gestione accentrata dei servizi condivisi;
2 IRCCS Burlo Garofalo di Trieste + CRO di Aviano
 

Rivede l’organizzazione e la Funzione del Distretto Sanitario, del Dipartimento di Prevenzione, del Dipartimento salute mentale e delle Dipendenze.

Revisiona l’Assistenza Primaria, stabilisce la creazione di Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) dei Medici di Medicina Generale.

Istituisce Centri di Assistenza Primaria con un bacino di utenti compresi tra 10.000 e 20.000 abitanti.

L’Assistenza domiciliare sarà sviluppata con la presa in carico della cronicità e della non auto-sufficienza.

Stabilisce quali sono le strutture intermedie (RSA, Hospice ecc.).

Separa l’urgenza dalla cronicità, e la clinica dall’assistenza.

Accentua l’integrazione tra ambiti sociali e sanitari.

Stabilisce e rivede la rete ospedaliera definendo il numero di posti letto a 3 ogni mille abitanti per gli acuti, e 0,7 per mille abitanti per la riabilitazione, includendo anche le strutture private.

Individua gli ospedali di riferimento in UD-TS-PN.

Individua 4 presidi ospedalieri di base: Gorizia e Monfalcone, Latisana e Palmanova, San Daniele e Tolmezzo, San Vito e Spilimbergo .

Riconverte i presidi ospedalieri di Cividale, Gemona, Maniago e Sacile in Presidi Ospedalieri per la Salute per lo svolgimento di attività distrettuali sanitarie e sociosanitarie.

Renzo Tondo (Tolmezzo, 7 agosto 1956)

DDLR N.60 PROPOSTA TONDO

(Sintesi a cura della CISL di Pordenone. TESTO COMPLETO )

Costituzione di un’ Azienda Unica Regionale (AUSSR) con sede a Palmanova e con integrazione del Dipartimento Servizi Condivisi. Rete Ospedaliera:

Az.Ospedaliera Universitaria di Trieste + Gorizia e Monfalcone Az.Ospedaliera Universitaria di Udine +Ospedali di Rete Az.Ospedaiera di PN + Ospedali di rete 2 IRCCS (BURLO+ CRO)

Delega all’Assessorato alla Sanità della Regione il compito di ridurre o chiudere reparti.

Definisce le dotazioni organiche in funzione delle specificità con l’obiettivo di uniformità regionale.

Istituisce all’interno della Direzione regionale l’Area “Sviluppo delle Professioni”

Nel territorio:

Mantiene gli attuali Distretti Sanitari,

Ridisegna i Dipartimenti: prevenzione, salute mentale e dipendenze.

Costituisce il Dipartimento interaziendale per le dimissioni protette.

propPDL2DDLR N.61 PROPOSTA RICCARDI, ZIBERNA, NOVELLI, MARINI, DE ANNA

(Sintesi a cura della CISL di Pordenone.  TESTO COMPLETO )

Costituzione Azienda Unica Regionale (AUSSR) con sede a Gorizia e con integrazione del Dipartimento Servizi Condivisi e degli Ospedali di Rete. Rete Ospedaliera:

Azienda Ospedaliera Universitaria di Trieste
Azienda Ospedaliera Universitaria di Udine
Azienda Ospedaliera di Pordenone
2 IRCCS (BURLO + CRO)

Nel Territorio:

Costituisce 10 Distretti Sanitari (bacino di utenza circa 100.000 ab.)
Definisce e determina la modifica degli attuali Ambiti Socio-Sanitari (a PN ne costituisce 3 : Nord-Ovest, Sud-Est, l’attuale Urbano) . La continuità delle cure viene assicurata da parte dei Dipartimenti Inter-aziendali, la Centrale Operativa 118 svolge anche funzioni di collegamento.
Modifica il Ruolo dell’Assemblea dei Sindaci che diviene propositiva con ulteriori compiti.
Demanda alla Conferenza Regionale il parere sul Piano Attuativo Locale che sarà unico.

comments

  1. maria scrive:

    ritengo che lasciare l’applicazione e/o la realizzazione dei servizi ai singoli direttori generali sia un errore (possono essere di parte)ma deve essere la politica a decidere cosa mantenere o cosa chiudere.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Benedetto Falcone – Presidente ASP Spilimbergo

Benedetto FalconePare del tutto evidente e quindi indubbio per tutti che l’invecchiamento della popolazione e l’andamento demografico attuale, con il correlato aumento dei malati cronici e non autosufficienti che coinvolge tutte le fasce di età, richiede una profonda revisione dell’attuale Sistema di Welfare, sia ...

LEGGI TUTTO

Roberto Ceraolo – Sindaco di Sacile

ceraoloChe la riforma del sistema sanitario regionale sia necessaria non viene messo in discussione da nessuno. Le polemiche, anche ruvide, si sviluppano sul “come”, sul “dove” e sul “quando”, alimentate da appartenenza politica e competizioni territoriali che, come sempre, sono “carburanti” formidabili.

LEGGI TUTTO

Dott. Giorgio Siro Carniello – dirett. Dipartimento medicina interna AOSMA

Siro 2014

Quelle che seguono sono alcune mie personali considerazioni sul disegno di legge di riforma del SSR del FVG (DDL n° 59).

Il documento non vuole essere una lettura analitica del DDL (e schede allegate), bensì una personale valutazione di coerenza tra quelle che ritengo le “sfide da affrontare” e l’impianto, strategico e normativo, della legge regionale e documenti correlati.
Il documento contiene anche dei brevi contributi di altri Colleghi (Segalla, Spaziante e Sulfaro), rigorosamente virgolettati.
CLICCA QUI PER CONSULTARE IL DOCUMENTO COMPLETO

Dott. G. Segalla – Medico di Famiglia

DottGianni SegallaPartendo dalla constatazione epidemiologica e demografica che la maggioranza dei cittadini ammalati ha una o più patologie croniche ed è una persona anziana è del tutto logico volere nell'area vasta pordenonese un territorio ben strutturato, forte, organizzato, anche nell'attuale divisione distrettuale, collegato nelle sue varie componenti da una rete informatica capillare, connessa anche con gli ospedali – spoke ed hub – della provincia.

LEGGI TUTTO

primo maggio 2014 a Pordenone

Articoli pubblicati