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Le leggi che tutelano le donne

bandiera-cisl1-1508x706_cSCHEDA SINTETICA
PRINCIPALE NORMATIVA ITALIANA D’INTERESSE PER LE DONNE
(dal 2009 ad oggi)

LEGGE REGIONALE CAMPANIA N. 4 DEL 2009 che introduce la doppia preferenza di genere nelle elezioni regionali.

LEGGE N. 38 DEL 2009 in materia di pubblica sicurezza e di contrasto alla violenza sessuale (c.d. “Legge contro lo Stalking”).

DLGS N. 5 DEL 2010 di attuazione della Direttiva 2006/54/CE relativa al principio di pari opportunità e parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e impiego.

LEGGE 120 DEL 2011 sulle quote di genere nei cda delle società quotate e a partecipazione pubblica.

LEGGE 92 DEL 2012 in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita (dimissioni in bianco, lavoro a tempo parziale, congedo obbligatorio paternità)

LEGGE 215 DEL 2012 recante norme per la par condicio di genere nelle elezioni comunali e provinciali e nella composizione delle giunte.

LEGGE N. 77 DEL 2013 di ratifica ed esecuzione della Convenzione di Istanbul del 2011 sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica.

LEGGE N. 119 DEL 2013 in materia, tra le altre norme, di sicurezza e contrasto alla violenza di genere.

LEGGE N. 65 DEL 2014 che introduce in via transitoria per le elezioni 2014 la tripla preferenza di genere (nel caso di tre preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso) e per le successive del 2019 l’obbligo della composizione paritaria delle liste.

LEGGE N. 52 DEL 2015 – Legge elettorale nazionale (c.d. Italicum) il riequilibrio di genere nell’Ambito delle candidature nelle liste circoscrizionali (nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 50%). Nel numero complessivo dei candidati capilista nei collegi di ciascuna circoscrizione non può esservi più del 60% di candidati dello stesso sesso.

RIFORMA COSTITUZIONALE – La modifica dell’art. 55 della Costituzione prevede che leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere debbano promuovere l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza.

JOBS ACT – DLGS N. 80 DEL 2015 – Il decreto, in attuazione del Jobs Act, accogliendo anche alcune istanze della Cisl, interviene apportando alcune modifiche, in un’ottica di maggiore flessibilità nella fruizione delle tutele previste nel testo unico sulla maternità e congedo parentale (dlgs 151/2001) – estensione del periodo di congedo parentale, congedo a ore, fruizione più flessibile del congedo di maternità in caso di ricovero del neonato, prolungamento dell’indennità di maternità nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro per colpa grave, dimissioni volontarie senza preavviso nel primo anno di vita del bambino, estensione del congedo di paternità a liberi professionisti e lavoratori autonomi, congedo parentale anche nei casi di affidamento e adozione internazionale ecc.) e introducendo alcune importanti misure come il congedo indennizzato di tre mesi per le donne lavoratrici vittime di violenza ( su cui è intervenuto anche l’Inps con circolare del 15 aprile 2016 per renderla esigibile) e gli sgravi per favorire la contrattazione sulla conciliazione vita/lavoro.

D.P.C.M. 7 LUGLIO 2015 – Adozione da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 luglio 2015 e registrato dalla Corte dei Conti il 25 agosto 2015 del Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere che prevede una duplice governance

JOBS ACT – DLGS N. 151 DEL 2015 – che contiene, tra le altre disposizioni, diverse novità relative al “Comitato Nazionale per l’attuazione dei principi di parità di trattamento ed uguaglianza di opportunità tra lavoratori e lavoratrici” e in tema di dimissioni e risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.
Riguardo al Comitato Nazionale di Parità, le disposizioni contenute nel testo in esame intervengono su vari ambiti che attengono sia alla composizione, sia alle funzioni nonché alla stessa natura della Rete delle Consigliere/i di Parità e soprattutto del Comitato Nazionale, fino ad allora normati dal Dlgs 198/2006 (c.d. “Codice delle Pari Opportunità”) e successive modifiche e integrazioni.
Per quanto concerne invece le disposizioni relativi alla semplificazione nella gestione del rapporto di lavoro, sottolineiamo quella che mira a rendere più efficace il contrasto alle c.d. “dimissioni in bianco”, nonchè più agevole la procedura introdotta con la Riforma Fornero del 2012. Le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro devono essere rese, per essere efficaci, esclusivamente con modalità telematiche su appositi moduli resi disponibili sul sito istituzionale del Ministero del lavoro (www.lavoro.gov.it) e trasmessi al datore di lavoro e alla Direzione territoriale del lavoro competente con le modalità individuate dallo stesso Ministero con decreto 15 dicembre 2015. La trasmissione può avvenire anche per il tramite dei patronati, delle organizzazioni sindacali, degli enti bilaterali e delle commissioni di certificazione.

LEGGE DI STABILITÀ PER IL 2016 – prolungamento della cosiddetta “Opzione donna” che consente a molte donne rimaste senza lavoro di accedere al pensionamento con i requisiti della Legge 243/2004.

LEGGE N. 20 DEL 2016 contenente disposizioni per garantire l’equilibrio della rappresentanza tra donne e uomini nei consigli regionali: qualora la legge elettorale preveda l’espressione di preferenze, in ciascuna lista i candidati dello stesso sesso non devono eccedere il 60% del totale; possono essere espresse almeno due preferenze, di cui una di sesso diverso, pena l’annullamento delle preferenze successive alla prima.

D.P.C.M. 26 FEBBRAIO 2016 – Adozione da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, a cui abbiamo collaborato fattivamente come Cisl con diverse proposte recepite poi nel testo finale, del Piano Nazionale contro la Tratta.

primo maggio 2014 a Pordenone

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