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La Cisl dice NO! tagli ai CAAF

730

Come noto, la legge di stabilità ha previsto un taglio drastico del fondo per i compensi ai CAAF. Se tale misura non sarà corretta in sede parlamentare, i contribuenti italiani non potranno più beneficiare dell’assistenza fiscale garantita da suddetti centri. A essere penalizzati saranno i cittadini economicamente più deboli e le persone anziane che abitualmente si rivolgono ai centri di assistenza fiscale per la compilazione del modello 730, RED, ISEE UNICO. Anche nella nostra provincia, sono migliaia le persone che ogni anno si rivolgono ad un CAF per ricevere assistenza per uno o più servizi fiscali. Se passeranno i tagli ci domandiamo, cosa accadrà alle migliaia di famiglie che si rivolgono ai CAAF per compilare il modello ISEE, documento necessario per godere delle prestazioni sociali agevolate come ad esempio l’assegno di maternità, l’agevolazione per gli asili nido, gli sconti sulle bollette di luce e gas e tasse universitarie, il sostegno economico per le spese di trasporto scolastico o di acquisto dei libri. Il risultato sarà ancora una volta il ridimensionamento della spesa sociale a totale svantaggio delle famiglie più bisognose. Per non parlare del supporto, oggi indispensabile, per chi deve presentare la dichiarazione dei redditi (modello 730) o modificare il precompilato fornito dallo Stato. A nessuno sfugge la pesantezza e l’insostenibilità di tale norma. Per tali ragioni chiediamo a tutti i parlamentari della Repubblica di impegnarsi per cancellare il comma 3 dell’articolo 33 del Ddl Stabilità che prevede la riduzione dei fondi per i servizi di assistenza fiscale. Se tale misura sarà confermata, i CAF potrebbero non riuscire a proseguire la propria attività o comunque saranno costretti a rivedere la capacità dei servizi offerti per far fronte a un taglio così importante delle risorse. La riduzione prevista è pari a un terzo dei compensi stabiliti dal Ministero dell’Economia e delle finanze non più tardi di un anno fa con il decreto del 29 dicembre 2014. L’eventuale chiusura dei Centri di assistenza fiscale, o comunque la rimodulazione dei servizi offerti, impatterebbe soprattutto sui ceti più deboli e sulle persone anziane, che non hanno gli strumenti per orientarsi nella materia fiscale. Milioni di persone saranno private di un’importante funzione sociale che da sempre svolgono i CAF. I Centri di Assistenza Fiscale sono un punto di riferimento necessario per i cittadini per godere delle prestazioni sociali agevolate previste per chi è in situazione di svantaggio economico o sociale. Ancora più pesanti saranno le conseguenze sulla presentazione del modello 730, basti pensare che nel 2015 attraverso i CAF è pervenuto il 90,24% delle dichiarazioni, mentre quelle inviate direttamente all’Agenzia delle Entrate, senza passare per un intermediario, sono state solamente il 9,76%, suddiviso tra accesso telematico diretto dei contribuenti e tramite sostituto d’imposta. In altri termini, il nuovo processo di assistenza fiscale correlato all’introduzione della dichiarazione precompilata dei redditi nel 2015 ha visto ancora e conseguentemente vedrà, un preponderante impegno degli intermediari con un maggiore e non minore livello di responsabilità. Ricordiamo inoltre che tale livello di responsabilità per i CAF implica anche la responsabilità diretta di risarcimento dell’eventuale “danno erariale”, in sostituzione del contribuente. Per le ragioni fin qui esposte, chiediamo ai parlamentari della nostra provincia che in sede di discussione e approvazione della Legge di stabilità venga cancellata la norma che prevede la riduzione delle risorse previste per i servizi resi dai centri di assistenza fiscale a tutto vantaggio dei cittadini.

Presidente Sistema Servizi CISL – PN S.r.l.

Daniele Morassut

primo maggio 2014 a Pordenone

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